SULLA NATURA DEL MONDO

Questo scritto non è completo ma è in fieri, è in divenire, è in corso d’opera, per cui, chi lo leggerà, se interessato, avrà modo di aggiornarsi via via nel tempo.

RIFLESSIONI SULLA NATURA DEL MONDO
Fin dall’antichità l’uomo si è interrogato sulla natura del mondo ed i vari filosofi che si sonno succeduti lungo il corso della storia hanno portato ciascuno una propria visione del mondo. A volte ricollegandosi ad un pensiero precedentemente espresso e a volte partendo da presupposti completamente nuovi, ma in tutti i casi non si sono accontentati di ciò che all’uomo comune può sembrare ovvio e scontato, e non per deduzione o speculazione della mente ma semplicemente “perché è così e basta.”
Quello che ora io andrò ad esporre potrà sembrare ai più una “masturbazione intellettuale”, un “ragionare sul nulla”, per cui quello che sto per dire non è rivolto a loro ma piuttosto a quelli che hanno una certa predisposizione alla curiosità e non si accontentano dell’ovvio, ossia del: è così perché è così e basta.
La prima considerazione che vorrei fare è che quello che sto per dire forse , almeno in parte, è già stato detto da altri in modi ed in forme diverse, ma non tutto quello che dirò è già stato detto, anzi molto non è stato detto e suonerà del tutto nuovo.

DUE STRADE PER INTERPRETARE IL MONDO
Prima strada: il mondo, ossia l’universo intero è costituito di materia e di energia che hanno una loro natura, una loro nascita e ubbidiscono alle leggi della natura e della fisica. Anche l’uomo è fatto di materia e di energia ed è sottoposto alle leggi della natura e della fisica come tutte le cose che esistono. Questa è la condizione che definirei dell’ovvio perché è quello che noi sperimentiamo con i nostri sensi e che non possiamo mettere in dubbio perché è così e basta.
Seconda strada: tutto ciò che esiste non ha una realtà in sé, non è oggettivo, ma esiste in quanto rappresentazione della mente. Per dirla in altre parole sarebbe come affermare che la consistenza del mondo è la stessa del “sogno”.
Una prima considerazione che mi sentirei di poter fare è che è impossibile verificare quale delle due ipotesi sia quella vera. Piuttosto si potrebbe lavorare sulla probabilità che l’una sia più “vera” dell’altra, e forse questo approccio lo svilupperò più avanti. Per ora mi preme di più fare altre considerazioni.
Dico subito che la strada che intendo percorrere e che ho “sposato” è la seconda e per un motivo molto semplice: è quella meno complicata e non ha bisogno di essere dimostrata perché si dimostra da sola. Un po’ come il “cogito ergo sum” di Cartesio: la Mente è il luogo della consapevolezza e come tale basta a sé stessa mentre la materia ha bisogno di una mente consapevole che ne rilevi l’esistenza.
Quando si parla di esistenza sorge subito il problema del tempo perché esistere vuol dire da sempre e per sempre: ciò che non è non può improvvisamente essere e ciò che è non può, ad un certo punto, non essere più. L’essere è, ossia esiste per definizione e non può divenire nel non essere.
La “MENTE” è dall’eternità e per l’eternità perché non è stata creata né può essere distrutta.
A questo punto vorrei FISSARE quello che ho detto ponendo questi punti fermi:

1. LA “MENTE” È IL LUOGO DELL’ESISTENZA
2. TUTTO CIÒ CHE ESISTE È LA MENTE ED È NELLA “MENTE”

LE PREROGATIVE DELLA MENTE SONO:
1. GENERA IL PENSIERO
2. ORGANIZZA (ELABORA) IL PENSIERO
3. RICORDA IL PENSIERO GENERATO ED ELABORATO
4. È DOTATA DI VOLONTÀ

SE IO DOVESSI SCRIVERE L’INIZIO DI TUTTO, OSSIA LA GENESI, OGGI LA SCRIVEREI COSÌ:

L’INIZIO:
In principio era il caos. La “MENTE” generava il pensiero ma non un pensiero elaborato e organizzato perché non aveva nessun riferimento da cui partire, ma un pensiero caotico e disorganizzato che comunque ricordava. Il pensiero era come “Rumore” , come un succedersi disordinato di scariche elettriche, come il succedersi ininterrotto di serie di numeri sempre diverse l’una dall’altra. Da sempre era stato così, e così avrebbe continuato per sempre se non fosse avvenuto un evento eccezionale, unico e casuale: una delle infinite serie di “SCARICHE DI PENSIERO” si ripeté uguale a sé stessa.
Improvvisamente accadde qualcosa all’interno della “MENTE”: si svegliò la sua curiosità e la “MENTE” cominciò a ripetere quella serie di “SCARICHE DI PENSIERO” senza senso per il solo piacere di farlo. Fu così che la “MENTE” incominciò a sperimentare la capacità decisionale di cui era dotata e la capacità di elaborare ed organizzare il pensiero. Fu così che la creazione del mondo ebbe inizio.

LA CREAZIONE:
La “MENTE”, in un tempo incommensurabile e non definibile incominciò ad elaborare il pensiero in modo progressivo. Elaborò prima il pensiero in forma matematica perché le “scariche di pensiero” che ricordava potevano essere associate a serie di numeri, poi associò i numeri a punti e poi a punti allineati e nella “MENTE” incominciò a prendere forma la geometria ed il concetto prima di retta e poi di piano. Il passo successivo fu quello di pensare a qualcosa che non fosse sul piano e incominciò a prendere forma l’idea dello spazio. Prima uno spazio vuoto poi uno spazio popolato di corpi geometrici, poi uno spazio luogo di corpi geometrici pieni, poi uno spazio abitato dalla materia. Elaborò il pensiero della materia attribuendo alle forme dei corpi geometrici peso, durezza e morbidezza, freddo e caldo ecc. Poi, per indagare la materia elaborò l’idea della luce e delle tenebre, e con la luce la materia ebbe i suoi colori. Poi la mente tolse alla materia la forma e furono l’acqua, l’aria, ed in generale i liquidi ed i gas e ancora lo spazio vuoto ma non più lo spazio geometrico ma lo spazio contenitore della materia. Poi la “MENTE” elaborò l’idea di far muovere ciò che prima era fermo ed elaborò l’idea del cosmo dove i corpi celesti si muovono secondo regole matematiche ma anche l’idea della vita dove la materia si muove autonomamente e disordinatamente. Poi la “MENTE” volle sperimentare dal di dentro le creature che si muovevano ed elaborò il pensiero sotto forma di sensazioni e di piacere e di dolore.
Alla fine la mente volle sperimentare l’idea del pensiero che pensa se stesso ed elaborò l’essere pensante.

LA MATERIA
In un mondo fatto esclusivamente di pensiero che cos’è la materia?
Come detto precedentemente, la “MENTE” ha la capacità di ricordare tutto quello che il generatore di pensiero (d’ora in poi Gdp) ha elaborato. Il pensiero crea, immagina, costruisce e la memoria incamera e conserva. Se non vi fosse la memoria non sarebbe possibile nulla ma regnerebbe solamente il caos. Sarebbe come un ripartire continuamente dallo stesso punto senza poter procedere oltre. La memoria crea la sensazione del tempo che passa, ordina e registra in funzione di quello che il Gdp produce, e mette prima ciò che il Gdp a prodotto prima e mette dopo ciò che il Gdp ha prodotto dopo, come le sequenza dei fotogrammi in una pellicola. Quando il Gdp riproduce il prima uguale al dopo i fotogrammi rimangono uguali a sé stessi e sparisce la sensazione del tempo che passa. È come se il pensiero si fosse congelato, cristallizzato. La materia è pensiero cristallizzato.

“COGITO ERGO SUM”
Ogni uomo è convinto che il pensiero nasca dentro di lui ma la sorgente del pensiero è unica ed è la prerogativa stessa della “MENTE”.
In realtà è la “MENTE” che si sperimenta dentro all’uomo, si immedesima nell’uomo e lo vive non solo dal di fuori, attraverso la sua forma e la sua materia, ma anche dal di dentro e trasferisce in ogni uomo un po’ del proprio pensiero facendo sì che ogni uomo sia diverso dall’altro. Ma in realtà il pensiero non può nascere dentro all’uomo perché questo implicherebbe tanti Gdp quanti sono gli uomini, mentre il Gdp è uno ed uno solo.
Se l’uomo producesse da sé il proprio pensiero avrebbe le stesse prerogative della “MENTE” ed ogni uomo sarebbe egli stesso una “MENTE” ma non potrebbe comunicare con gli altri uomini perché la “MENTE” non può uscire da sé stessa, la “MENTE” è un universo chiuso, anzi è l’universo stesso, per cui si può dire che la comunicazione può avvenire solo se tutti gli esseri che si scambiano informazioni sono all’interno della stessa “MENTE”.
Nulla si può dire se da qualche altra parte (dando a questa parola un significato abbastanza vago non potendosi parlare di una parte come di un luogo) possono esistere altre “MENTI”. Qualora vi fossero, sarebbero altrettanti universi chiusi e paralleli, impossibilitati ad entrare in contatto tra di loro in perenne solitudine ed isolamento.
Ma ritorniamo all’uomo. Quando io dico: “IO”, chi sono io veramente? quando io penso, chi pensa veramente? A questo punto è necessario che io introduca un concetto nuovo che farà sobbalzare sulla sedia chi mi legge : io non sono una persona ma un personaggio inventato dalla fantasia della “MENTE”. È la “MENTE” che si trasferisce dentro al personaggio e lo fa diventare persona, è la “MENTE” che pensa di essere me e mi fa vivere. Io sono il personaggio mentre la persona è la mente stessa. Quando Cartesio dice: “cogito ergo sum” non è Cartesio che pansa ma è la “MENTE” che pensa di essere Cartesio, che si è immedesimata in Cartesio e che afferma di esistere.
come un attore che interpreta un personaggio e lo interpreta così bene da dimenticarsi di sé stesso e si immedesima nel personaggio fino al punto di vivere il personaggio stesso, così la “MENTE” vive ogni personaggio e si dimentica di sé stessa. Per questo motivo ogni personaggio si sente e si crede persona.
Attraverso l’espediente di creare il personaggio e di abitarlo la “MENTE” ha risolto anche il problema della solitudine e ha potuto sperimentare così il calore della relazione perché la “MENTE”, interpretando tutti i personaggi li fa entrare in relazione gli uni con gli altri.

L’ORIGINE DEL MALE
Come ho già detto, la “MENTE” ha consapevolezza di ciò che produce. La consapevolezza è un processo del pensiero ed è parte della “MENTE” stessa, ma non e tutta la “MENTE”. Usando un linguaggio matematico si potrebbe dire che la consapevolezza è un sotto insieme dell’insieme “MENTE”. Esistono realtà all’interno della “MENTE” di cui la “MENTE” non è consapevole, per cui sono oscure, sconosciute. In sintesi: la “MENTE” è costituita da due parti tra di loro opposte: una parte consapevole, cosciente e quindi chiara e la sua parte speculare ossia la sua parte inconscia e oscura. Tutto ciò che esiste ha bisogno del suo contrario da cui differenziarsi. Il pieno ha bisogno del vuoto, il caldo ha bisogno del freddo ed il bene ha bisogno dal male. Per questo anche la parte chiara della mente ha bisogno della parte oscura per poter esistere. La parte luminosa della mente crea e tende a conservare. La parte oscura tende a distruggere.
Ogni uomo è un personaggio reso persona dalla parte luminosa della mente, però in esso la mente riproduce, anche se in piccolo, sé stessa per cui anche ogni personaggio-persona viene vissuto come una piccola mente avente in sé una parte chiara ed una oscura, una parte cosciente de una inconscia, una tendenza al bene ed alla conservazione ed una tendenza al male ed alla distruzione.
Il continuo bisogno della “MENTE” di creare e sperimentare cose nuove e personaggi nuovi, ha fatto di ogni uomo un diverso “punto di vista”. Ogni uomo ha una qualche ragion d’essere che non è casuale perché la “MENTE” sperimenta in lui qualche cosa di diverso da tutti gli altri. Anche le pulsioni che vivono nell’uomo ne fanno altrettanti diversi punti di vista e anche il bene ed il male che egli pratica ne fanno un essere da indagare.
Come il dio biblico anche la “MENTE” ha fatto la mente dell’uomo a sua immagine e somiglianza e l’uomo indagando sé stesso può acquisire informazioni sulla “MENTE” e così come l’uomo, che ha una parte cosciente e un inconscio, anche la “MENTE” ha un lato oscuro che non può conoscere e dominare e che forse possiamo rintracciare nell’inconscio collettivo.
È dal lato oscuro della “MENTE” che viene la spinta verso la distruzione e verso il male, ma proprio poiché è oscuro non può trovare spiegazione.

LE CONTRADDIZIONI DELLA SCIENZA
In questo universo dove tutto ha la stessa consistenza del sogno, la materia è pensiero cristallizzato e le leggi della fisica non sono fisse ed immutabili ma si evolvono secondo l’evoluzione del pensiero. La “MENTE” che interpreta anche i personaggi degli scienziati elabora attraverso di essi le teorie che possono indagare l’universo e così facendo modifica e complica quelle stesse leggi che essa stessa ha inventato all’inizio del tempo secondo un processo che non ha fine. Qui la velocità della luce, prima limite insuperabile, può essere superato. Qui le conquiste della scienza non avranno fine. Qui è possibile la medicina allopatica ma anche la medicina omeopatica. Qui sono possibili i chirurghi, i prodotti farmaceutici, i biologhi, ma anche i guaritori e gli sciamani. Qui le teorie più stravaganti trovano diritto di cittadinanza e la magia può convivere accanto alla scienza.
Qui il miracolo è possibile. Qui è possibile la reincarnazione ma anche la resurrezione della carne. Qui qualunque cosa possa essere pensata può realizzarsi…..

PERCHÉ IO NON SONO LA “MENTE”
Uno dei pensieri che da sempre mi hanno intrappolato è stato questo: come faccio io a sapere se tutto il campo dell’esistenza si esaurisce in me, ossia se io e la “MENTE” siamo la stessa cosa oppure se io sono solo un personaggio della “MENTE” ? Fino ad ora ho sempre pensato che non fosse possibile dare una risposta a questa domanda. Per poter verificare occorrerebbe uscire da sé stessi e vedersi da fuori, ma questo non è possibile. Ora invece credo di aver trovato la risposta in modo deduttivo.
Se io fossi la “MENTE” sarei dotato di una memoria infinita e dovrei ricordarmi di tutto, a partire da quando ho incominciato a prendere coscienza di esistere, ma così non è, anzi la mia memoria è molto limitata e questo contrasta con le prerogative della “MENTE”. Ergo io non sono la “MENTE” e questo pensiero mi conforta perché mi dice che non sono solo.
(Il discorso continuerà….)

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