COME FOGLIE CADUTE

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come foglie cadute sparse al vento

Frusciava la mia pelle sulla tua

Come foglie d’autunno umide e gialle

Tra i ricci dei castagni e i fili d’erba

Ricordo il tuo respiro aspro e violento

La fissità degl’occhi tuoi perduti

in quel guardarsi dentro con stupore

Ricordo la mia voce che gridava

E non s’udiva un suono oltre al respiro

Ricordo d’aver detto ancora ! basta !

E poi m’abbandonai spento ed ansante

e il vento s’acquietò

tra le fronde incurvate delle piante

e il tempo tutt’intorno ha rallentato

e in un momento vuoto

il mondo si è fermato