Come un ladro nella notte (l’emorroissa)

musica e testo di Valter – voce: Donatella Elisacci – chitarre: Oliviero Rondinella e Roberto Sagrati – percussioni Andrea Laschi – basso Vincenzo Maira

COME UN LADRO NELLA NOTTE

Come un ladro nella notte

che non vuol fare rumore

un’idea lentamente

si fa strada nella mente

come un ladro nella notte

che fa i passi più leggeri

quest’idea avanza piano

e s’insinua tra i pensieri

ma ha paura di scontrarsi

col buon senso e la ragione

e con la coscienza onesta

e con la disperazione

e ha paura di restar

senza risorse e senza nulla

e quest’ultima speranza

dentro il cuore se la culla

e non vuol farsi sentire

ché ha paura di morire

 

se non fosse quest’angoscia

che non mi fa riposare

questo male che mi strugge

che non posso confessare

se non fosse che ho tentato

ogni modo per guarire

quest’idea per davvero

io non la vorrei  seguire

ma non posso farne a meno

e da lui dovrò arrivare

come un ladro nella notte

non dovrò farmi notare

e se tocco il suo mantello

se mi sfiora la sottana

io potrò rubargli un poco

della forza che lui emana

ed in mezzo a tanta gente

non si accorgerà di niente

 

e potrei guarire

da questa malattia che non vuol passare

non vuol finire

e  potrei tornare

alla mia casa, alla mia vita, alle mie cose

da chi mi ama

e potrei volare

nel cielo chiaro e ubriacarsi di colori e di domani

e poi allentare

questa tenaglia che mi stringe e che mi schiaccia

e potrei guardare

ancora a questo corpo e ancora a questa faccia

e potrei cantare

come non ha cantato in tutta la sua vita

e poi ballare

e poi raccontare

che questa triste compagnia

che la morte

è andata via

 

Come un ladro nella notte

m’avvicino tra la gente

che lo preme e che lo stringe

e che da ogni parte spinge

come un ladro nella notte

ho toccato il suo mantello

ed il male mi ha lasciata

e ho deposto il mio fardello

quando lui si gira e grida

con quel viso risentito

“Chi ha rubato la mia forza

chi ha toccato il mio vestito”

come un ladro ch’è sorpreso

io tremando di terrore

gli racconta la mia storia

e lui sente il mio dolore

si distende e spiana il viso

e mi salva il suo sorriso

 

e posso guarire

da questa malattia che non vuol passare

non vuol finire

e posso tornare

alla sua casa, alla sua vita, alle sue cose

da chi la ama

e posso volare

nel cielo chiaro e ubriacarmi di colori

e di domani

e posso allentare

questa tenaglia che mi stringe

e che mi schiaccia

e posso guardare

ancora a questo corpo

e ancora a questa faccia

e posso cantare

come non ha cantato in tutta la sua vita

e poi ballare

e poi raccontare

che questa triste compagnia

che la morte

è andata via