Drenica

 

Drenica

Febbraio 1998. Il TG della sera manda in onda un servizio che si è impresso indelebilmente nella mia memoria: un paesaggio di campagna coperta di neve; sulla strada segni di pneumatici di camion. Dalle case si leva del fumo. Qua e là si scorgono, ai lati della strada e vicino alle case, delle macchie scure sulla neve. Ecco lo zoom della telecamera che lentamente avvicina la scena. In mezzo al fumo compaiono delle fiamme: le case stanno bruciando.  L’ immagine si avvicina ancora e diventa più definita: le macchie scure sono i corpi immobili di persone uccise, uomini, donne, bambini e vecchi, ed ovunque sangue. In mezzo al massacro ti accorgi di quel silenzio assoluto dove non si sente nemmeno l’abbaiare di un cane…Una voce fuori campo intanto parla di Kosovo, di Milosevich e della pulizia etnica che si era manifestata in quel posto che si chiamava DRENICA.

Drenica

parole e musica di Valter. Canta Giacomo Gentiluomo e con la partecipazione di Alison Jones al violino.

 

Fa freddo e nevica

a Drenica

quella Domenica

a Drenica

le squadre arrivano

a Drenica

la morte va

a Drenica

un’alba livida

a Drenica

denuncia il crimine

di Drenica

la neve candida

mai più sarà

a Drenica

a Drenica

Non si può

non sentire niente.

Non si può

non vedere niente.

Non si può

conversar di niente.

Non si può

far finta di niente.

No! Non si può

non pensare a niente.

No! Non si può

star senza far niente.

No! Non si può

non decider niente.

No! Non si può

non rischiare niente.

No! Non si può

non dir niente e

lasciar che sia così

viver di niente e

pensare sol per sé

scegliere il niente

ma che vita è.

Un vento gelido

a Drenica

diffonde il gemito

di Drenica

le pietre parlano

a Drenica

i morti gridano

a Drenica

chiedon giustizia

e non pietà

e il mondo esita

dimentica

e qui giustizia

ancor non c’è

quei morti gridano

anche per te

Non si può…