E te lo voglio dire

 

 E te lo voglio dire

parole, musica e voce di Valter – arrangiamento ed esecuzione strumentale di Giulio Carmassi

 

Giugno che porta il sole

che porta l’allegria

un dì portò in campagna

Maria a casa mia.

Bella e sconosciuta

parente alla lontana

venne da noi in vacanza

per qualche settimana

 

e mi ricordo ancora

come se fosse allora

quel muto mio stupore

nell’incontrar l’amore

In quei miei sedici anni

non m’era mai successo

di volere una donna

senza pensare al sesso

 

Aveva ventott’anni,

calzoni e mai sottana

sembrava Ingrid Bergman

“Per chi suona la campana”

con quei capelli biondi

tagliati corti corti

quel viso serio e dolce

quegl’occhi chiari e forti

 

e aveva tutt’intorno

i maschi del paese

che fecero rientrare

le scarse mie pretese

e ci provaron tutti

i grandi, i belli, i brutti

da scapolo o ammogliato

ciascuno ci ha provato

 

ma forse fu quel fatto

d’esser ragazza madre

tradita dalla vita

tradita dall’amore

che non volle nessuno

non li vide nemmeno

ed accettò la mia

più ingenua compagnia

 

Io la portavo in giro

a fare passeggiate

per prati e per sentieri

con lunghe chiacchierate

a rubar le ciliege

a fare i ruzzoloni

godendo del piacere

della complicità

 

Bella da fare male

da dare soggezione

io le stavo vicino

senz’alcun’intenzione

conscio dell’assoluta

impossibilità

io mi sentivo come

il cane col padrone

 

e accadde un dì per caso

che scesa da un ciliegio

s’abbandonò ansante

le spalle contro il tronco

con le labbra carnose

aperte e gli occhi chiusi

non ero preparato

e allora mi confusi

non so cosa mi prese

e ancor non so perchè

forse fu naturale

o forse non ero più in me

io le baciai la bocca

senza pensare a niente

non lo volevo fare

ma lo feci ugualmente

lei mi guardò stupita

tra il serio e il dispiaciuto

io mi sentii bruciare

tanto da stare male

temetti in quel momento

d’aver perduto tutto

ma lei non disse niente

e chiuse l’incidente

 

Ma accadde un’altra volta

in un altro momento

sempre allo stesso modo

lo stesso sentimento

in tutta la mia vita

non m’è mai più accaduto

di fare qualche cosa

senz’averlo voluto.

 

Noi eravamo andati

in camera a cercare

vecchi dischi d’autore

posti in un cassettone

quando lei si distese

sul letto ad occhi chiusi

io la baciai ancora

ancora mi confusi

 

E mai potrò scordare

quel colpo forte al cuore

quando lei mi rispose

e incominciò l’amore

nato forse per caso

da una fantasia

da un sogno suscitato

da quella mia pazzia

 

e mi lasciai portare

su strade sconosciute

e mi lasciai guidare

nel suo mondo di donna

e accolsi con tremore

le cose che sentivo

e vidi con stupore

quante cose ha l’amore

 

E poi finì la storia

di colpo e all’improvviso

la vidi una mattina

vestita con la gonna

con la valigia accanto

un viso serio a donna

negl’occhi una preghiera

e cadde in me la sera

 

e poi mi strinse forte

e mi dette la mano

e mi guardò negl’occhi

in modo nuovo e strano:

” Ti prego non scordarmi

non mi lasciar morire “

Io non ti ho più scordata

e te lo voglio dire.